La bellezza (Gustav e Tadzio)


Passa la bellezza
nei tuoi occhi neri,
scende sui tuoi fianchi
e sono sogni i tuoi pensieri...
Venezia "inverosimile
più di ogni altra città"
è un canto di sirene,
l'ultima opportunità
ho la morte e la vita tra le mani
coi miei trucchi da vecchio senza dignità:
se avessi vent'anni
ti verrei a cercare,
se ne avessi quaranta, ragazzo,
ti potrei comprare,
a cinquanta, come invece ne ho
ti sto solo a guardare...
Passa la bellezza
nei tuoi occhi neri
e stravolge il canto
della vita mia di ieri;
tutta la bellezza,
l'allegria del pianto
che mi fa tremare
quando tu mi passi accanto...
Venezia in questa luce
del lido prima del tramonto
ha la forma del tuo corpo
che mi ruba lo sfondo,
la tua leggerezza danzante
come al centro del tempo
e dell'eternità:
ho paura della fine
non ho più voglia di un inizio;
ho paura che gli altri
pensino a questo amore
come a un vizio;
ho paura di non vederti più,
di averla persa...
tutta la bellezza
che mi fugge via
e mi lascia in cambio
i segni di una malattia.
Tutta la bellezza
che non ho mai colto,
tutta la bellezza immaginata
che c'era sul tuo volto,
tutta la bellezza
se ne va in un canto,
questa tua bellezza
che è la mia
muore dentro un canto.

(letra: Roberto Vecchioni; imagen: película Morte a Venezia, 1971 - Luchino Visconti)

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