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Avec le temps / Léo

Avec le temps...
avec le temps, va, tout s'en va
on oublie le visage et l'on oublie la voix
le cœur, quand ça bat plus, c'est pas la peine d'aller
chercher plus loin, faut laisser faire et c'est très bien

avec le temps...
avec le temps, va, tout s'en va
l'autre qu'on adorait, qu'on cherchait sous la pluie
l'autre qu'on devinait au détour d'un regard
entre les mots, entre les lignes et sous le fard
d'un serment maquillé qui s'en va faire sa nuit
avec le temps tout s'évanouit

avec le temps...
avec le temps, va, tout s'en va
mêm' les plus chouett's souv'nirs ça t'as un' de ces gueules
à la gal'rie j'farfouille dans les rayons d'la mort
le samedi soir quand la tendresse s'en va tout' seule

avec le temps...
avec le temps, va, tout s'en va
l'autre à qui l'on croyait pour un rhume, pour un rien
l'autre à qui l'on donnait du vent et des bijoux
pour qui l'on eût vendu son âme pour quelques sous
devant quoi l'on s'traînait comme traînent les chiens
avec le temps, va, tout va bien

avec le temps...
avec le temps, va, tout s'en va
on oublie les passions et l'on oublie les voix
qui vous disaient tout bas les mots des pauvres gens
ne rentre pas trop tard, surtout ne prends pas froid

avec le temps...
avec le temps, va, tout s'en va
et l'on se sent blanchi comme un cheval fourbu
et l'on se sent glacé dans un lit de hasard
et l'on se sent tout seul peut-être mais peinard
et l'on se sent floué par les années perdues
alors vraiment
avec le temps on n'aime plus

(Léo Ferré)



Dimmi come sarà quel sorriso d'atmosfera
che mi regalerai in quello strascico di sera
quando rileggerò le tue candide invettive,
quando riascolterò le tue acque sulle mie rive,
e mi disegnerai come la prima volta
una profonda vertigine davanti la mia porta.
Scendi da quel letto Léo,
che non è ancora il tempo di sparire.
Che tu sia maledetto Léo,
come i versi che non mi hai lascialo capire.
Avec le temps tout s'en va
Avec le temps tout s'en va
Avec le temps je sais tout s'en va…
Et verse-moi encore à boire
mêlons le vin à la sueur
dans chaque courbe de nos verres
aux quatre coins de ma douleur
sur les couteaux de tes blasphèmes
sans doute nous nous blesserons
et le raisin de tes vendages
nous fera perdre la raison.
Scendi da quel letto Léo
che non è ancora il tempo di sparire
Que tu soies maudit Léo
et les vers que tu ne m'as pas fait comprendre
Esci da quella stanza Léo,
che non è ancora il tempo di tacere.
Il n'y a pas assez de vie Léo
pour la laisser s'enfuir comme ça
Avec le temps tout s'en va…

(Pippo Pollina)

(Léo Ferré)

(Pippo Pollina)

Caffè Caflisch

Siamo venuti da lontano armati di pane e pazienza
con un biglietto nella mano ed un'idea nella credenza.
Dalle montagne in un tugurio, le notti alla luce di un cero
la colonnina di mercurio a farci festa a sottozero.

Siamo venuti da lontano e abbiamo molto da imparare
per questo ora parliamo piano che non c'è tempo da buttare.
Siamo venuti da lontano e abbiamo tanto da capire
per questo non ci soffermiamo all'imbrunire.

Sognammo del sud e del sole, contammo le energie e i risparmi
possa quel treno scivolare fino che il mare non lo fermi.
E sognando di una dolce vita, notti di stelle e “Belle Epoque”
lo sai che spasso è una salita indossando i trampoli in un frac.

Ché poi Palermo è un'avventura, un gioco che sembra da ragazzi
che non si vede mai un'altura e piove poco e solo a sprazzi.
Ed il cappotto è un ornamento che riempie inutile lo spazio
di questa casa di cemento che non conosce il sonno e l'ozio.

A mezzogiorno esatto, puntuale, mi capisci?
Un espresso e un chinotto laggiù al Caffè Caflisch...
E poi per chi non prende il vino, el whisky, mi capisci?
Per loro pure un cappuccino va bene se è Caflisch...

Che qui non mancano le idee e le cose crescono da sole
e ci son rose ed orchidee da far mancare le parole.
E si vive fuori tutto l'anno e nel pomeriggio un sano abbiocco
sull'ansimare dell'affanno e al ventilar dello scirocco.

Siamo venuti da lontano e siamo pronti alle sorprese
parliamo bene l'italiano e amiamo il rischio delle imprese.
Siamo venuti da lontano e insieme a noi ce n'eran tanti
nello scomparto di quel treno a non potere andare avanti.

Che poi qualcosa pure noi, figli di un piccolo paese
dove le piazze son bonsai e si ride una sola volta al mese
possiamo darlo e dirlo al mondo senza paura né vergogna
che ciò che stiamo raccontando al lor palato non disdegna.

A volte una malinconia, un dolore strano, non lo so...
come una sorta di magia, chissà se un giorno tornerò?
E penso alla luce e al fragore del sole acceso sulle alpi
i boschi antichi del Grigione e il cuore batte forte i colpi.

A mezzogiorno esatto, puntuale, mi capisci?
ci vediamo tutti in piazza, ecco, al Caffè Caflisch...
E poi per chi non bebe il vino, il whisky, mi capisci?
Va bene un cappuccino va bene se è Caflisch...

(Pippo Pollina)

Ciao, bella, ciao

Ciao, bella, ciao,
Che le tue labbra possan fiorire nelle notti di cristallo
Che accendi come le candele nel deserto
E nessuno ascolta il suo lamento
Arrampicarsi sui ricordi di un momento.

Ciao, bella, ciao,
Ti penserò in questo viaggio che mi aspetta e che non so,
E in questo tempo che confonde e che non dice
Quello che nutre nel suo grembo,
Nella girandola di un sogno che seduce.

Ciao, bella, ciao,
Con questa nave anche tu presto te ne andrai
Ed altre mani ed altre braccia stringerai,
Ma non saprai
Che a raccogliere il tuo fiore sono stato io.

Ciao, bella, ciao,
Con questa nave anche tu presto partirai
Ed altri occhi con i tuoi occhi scoprirai,
Ma non saprai
Che a ricamare il tuo sorriso sono stato io.

Ciao, bella, ciao,
Mi penserai quando nel buio tra i tuoi sogni mi vedrai
Lasciare il segno di parole mai comprese
E nelle curve della sera,
nel cielo, mille stelle accese.

Ciao, bella, ciao,
Mi rivedrai in questa vita o un'altra vita, io non so,
E le tue mani ancora un giorno leggerò:
Saranno mani grandi,
come il mondo di un vagabundo.

Ciao, bella, ciao,
Con questa nave anche tu presto te ne andrai
Ed altre mani ed altre braccia stringerai,
Ma non saprai...

Ciao, bella, ciao,
Con questa nave anche tu presto partirai
Ed altri occhi con i tuoi occhi scoprirai,
Ma non saprai
Che a ricamare il tuo sorriso sono stato io,
Che a raccogliere il tuo fiore sono stato io.

(canción: Pippo Pollina; foto: Gonzalo HY)

Malatesta

Quante strade sotto le mie scarpe
dalla Francia alle colonne d'Astarte
io che non mi sono mai risparmiato
a contarle davvero tutte d'un fiato
ma di speranze ne avrò
di riposarmi ancora un pò
su questa terra bagnata
su questi fitti silenzi di vallata.

Quante strade sotto la mia vita
dalla Sicilia ai laghi del cielo
io che l'ho vista da cima a fondo
io che ho girato metà del mondo
io di tempo ne avrò
per riposarmi adesso un pò
sotto la pioggia sottile
sotto le bianche nuvole d'aprile.

Io che ho dato amore e ho avuto amore
che ho dato dolore e ho avuto amore
io di tempo ne avrò anche per un caffè
fra la pioggia e il metro fra i miei cento perchè
io che ho dato tutto perchè tutto m'han dato
la vita era uno schianto l'ho bevuta d'un fiato
ma di speranze ne avrò e di sorrisi pure
a riempir le mie guancie di uve mature.

Io che ho dato amore e ho avuto amore
che ho dato dolore e ho avuto amore
io di tempo ne avrò molto più di te
tu che canti il coragio senza sapere cos'è
io che ho dato tutto perchè tutto ho perduto
la vita era un ricordo un fiammifero acceso
ma di speranze io ne avrò e di sorrisi pure
a riempir le mie guancie di uve mature.

(canción: Pippo Pollina; foto: Bruno Barbey)

canzone seconda


E’ presto per sapere se ti rincontrerò
in questa o un’altra vita, un’altra realtà,
in un altro quartiere oppure un altro corpo
di questa misteriosa inmensità.
E’ presto per sapere se un giorno avrò due occhi,
due mani per accarezzarti un po’,
due bracci per tenerti e fingere di averti
per sempre come allora.
E’ presto per sapere se un giorno ci sarà
un’altra dimensione, un’altra città,
un’altra melodia, un battito, un sorriso,
una ruga del viso a dire la beltà
di questo nostro amore che valica confini,
che non conosce limiti,
che ha fatto della luce e della verità
la sua canzone, la sua nobiltà.
Amore, amore, amore, generoso sei tu.
Amore, amore, amore, misterioso sei tu.
Amore, amore, amore, valeroso sei tu.
Amore, amore, amore, generoso sei tu.

(Pippo Pollina)


I ragazzi della via Paal

Volano gli uccelli sul Balaton
qualcuno li ha visti tornare
sulle note incantate di un carillon
su un passato da dimenticare
e i caffè fra gli arazzi di Buda
per le strade tardo pomeriggio
aspettando l'abbraccio di Giuda
fra l'oblio di un sogno e di un miraggio.
E le sere son calde qui a Miskoic
nell'estate del cinquantasei
gli stallieri giocano a carte
fra le distese dei girasoli
mentre i muri cadono a Pest
e noi si brinda col rosso Tokay
mentri i muri si ergono ad est
dietro le colline dei bonsai.
E tu corri Boka
corri sul filo di una fionda
e di una petra-rasoio
ci sarà tempo per andare in giro
ci sarà modo per ingannare l'odio.
Ma tu corri Boka
corri più forte
i ragazzi stanno li ad aspettare
il coraggio sarà più della morte
si parte per vedersi ritornare.
Ma tu corri Boka
corri sul filo
della nostra grande memoria
è presto ancora per andare in giro
a rincorrere la notte vanagloria.
Libera.
Sabadsàg.

(canción: Pippo Pollina; imagen: película A Pál utcai fiúk - 1969, Zoltán Fabri,
basada en la obra de Ferenc Molnár)