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Tutto quello che ho

Chiedono di te
Vecchie attitudini
Sembrano cercare un ruolo
Per ricominciare

Le trasformazioni in questa vita
Mi faranno più che bene

Sai che il tempo
Tutto non contiene
Quest’amore
È tutto quel che ho

Sedendo nel metrò
Ascolto il suono di Magog
Che adesso viene
Domande ferme di una vita
Dietro ai vetri che non apri più
E ti telefono per raccontare
Il mio giorno migliore

Sai che il tempo
Tutto non contiene
Quest’amore
È tutto quel che ho

Nell’estate del ‘77 sorridevo divertito
Disegnavo l’orlo del profilo
M’innamorerò di te

Le trasformazioni in questa vita
Mi faranno più che bene

Passando per le strade
Ascolto il suono di Magog
Che adesso viene
Una vertigine che nasce
Sui tramonti di quello che fu
Passaggi rapidi verso il sentiero
Che conduce al cuore

Sai che il tempo
Tutto non contiene
Quest’amore
È tutto quel che ho

Nell’estate del ‘97 sorridevo divertito
Disegnavo l’orlo del profilo
M’innamorerò di te

Le trasformazioni in questa vita
Mi faranno più che bene

Sai che il tempo
Tutto non contiene
Quest’amore
È tutto quel che ho

(texto: Nabil Salameh y Michele Lobaccaro;
música: M. Lobaccaro, N. Salameh y Alessandro Pipino;
foto: Gonzalo HY)

L'esigenza

L’esigenza di unirmi ogni volta con te,
ogni volta mostrare la mia vanità,
come dolce follia s’interessa di me.
Ma se amore, perdonami
perché unendo divido anche il mondo a metà,
forse è un angelo che si diverte così.

Miele nel vino tu sei,
piccola Venere,
l’indifferenza ti fa
altissima.
E chiamai disordine
quelle armonie in me,
credevo all’abitudine.
Le parole, amore mio,
serviranno a fingere
che voglia non ho più di te,
di te...

I discorsi che faccio quando sto con me
sono esempi perfetti di banalità
se non parlo con te, se non parlo di te.
Ogni istante decidere
ma il mio corpo imperfetto non basta più a sé,
ma ho una sete che so, non mi lascerà più.

Miele nel vino tu sei,
piccola Venere,
l’indifferenza ti fa
altissima.
E chiamai disordine
quelle armonie in me,
credevo all’abitudine.
Le parole, amore mio,
serviranno a fingere
che voglia non ho più di te,
de te...

(Nabil Salameh)

Layla e Majnum

“ma ashrakat ash-shamsu fi duha illa manadat Layla
ma qamarun bana al-masa' duna dikra-ha”


la-na, kana tarqusu ruhi
la-ha, kanat farhatu mari
riyah awsilini la-ha
riyah a'idi-ha li
ma ashrakat al-shamsu fi-duha
illa manadat Layla
ma qamarun bana l-masa
duna dikra-ha
yinan kanat taskunu suduri
yinan kanat tuskiru ishqi
milad la tazalu huna
dilal la tuasini
ma ashrakat al-shamsu fi-duha
illa manadat Layla
ma qamarun bana l-masa
duna dikra-ha
tifyanu zuma as-sama
tifyanu jabati az-zaman
ma qalbi illa la-ha
ila al-abad

(letra: Nabil Salameh; foto: Emma P)